Copertina_Elena
ottobre 30, 2017

Quattro chiacchiere con Elena Longagnani | Sew Lab

Oggi vi presentiamo Elena Longagnani, operatrice di Sew Lab. Viso sorridente e occhi limpidi, con la sua presenza infonde tranquillità e allegria. Ci racconta come vive la Polveriera, ci parla dei suoi sogni, del suo lavoro, ma soprattutto ci porta all’interno di un laboratorio sartoriale speciale, di riscatto sociale.

Il laboratorio qui in Polveriera insegna alle ragazze a cucire e creare una vera e propria produzione di oggetti sartoriali. Parallelamente si articola un percorso di messa in regola dei documenti, di inserimento sociale e lavorativo. Ecco la chiacchierata fatta al bar della Polveriera con Elena:

Ciao, cosa fai in Polveriera?

Mi occupo di inserimenti lavorativi e inclusione sociale di donne, proveniente principalmente dalla Nigeria (ma non solo), con un passato difficile e un futuro da costruire. Il mio lavoro consiste nel gestire la parte formativa, la scuola di italiano, la ricerca del lavoro anche attraverso aziende amiche e disponibili verso queste situazioni, con tirocini o altre modalità di inserimento delle ragazze.

Ci dici qualcosa di bello su di te?

Adoro cucinare e suono la chitarra. Sono due cose che mi rendono felici. Ho conosciuto mio marito il 5 dicembre e ci siamo sposati il 28 giugno dello stesso anno.

Cosa ami del tuo lavoro? Cosa invece cambieresti?

Amo tantissimo conoscere le ragazze a livello personale, amo la parte legata alle loro storie e alla loro cultura. Questo aiuta molto a capire e conoscere a fondo la situazione. Mi piace essere “qualcuno” per loro. Faccio invece un po’ fatica con la lingua, la comunicazione a volte è un ostacolo.

Hai la possibilità di realizzare un sogno nel cassetto, cosa fai?

Sicuramente finire la ristrutturazione della nostra nuova casa! Inoltre un giorno vorrei poter avere bambini in affido.

Qual è la cosa che ti ha colpito di più della Polveriera?

L’insieme delle persone. I ragazzi del Socio-Occupazionale sono fantastici, mi colpiscono perché anche in mezzo al delirio riescono a essere tranquilli, pacati e felici. Un’altra cosa che mi ha colpito fin da subito è il poter contare sull’aiuto di tutti per ogni cosa.

Puoi scattare una foto qui in Polveriera, quale soggetto scegli e perché?

Farei una foto al Bar, proprio perché non è un Bar. È un luogo di scambio, di lavoro, trasmette calore. Si chiacchiera, si prende un caffè ed è assolutamente informale. L’informalità rende tutto più semplice.