23 Gennaio, 2020

Nasi Mustacchi e Lazzi


  • Quando:

In NASI MUSTACCHI E LAZZI l’attore si presenta come Antonino il Calabrese, che viene dal XVII secolo, in costume di scena, per raccontarci e anche mostrarci il suo teatro, così come lo si faceva nel suo tempo e come lo si portava nel mondo.

L’introduzione storica della Commedia è data come una sorta di ricordo, del tutto vero e a un tempo idealizzato, da parte dell’attore.

La memoria sia personale sia storica di Antonino ci farà conoscere i ‘tipi’, o meglio gli ‘archetipi’, le ‘maschere’ come le chiama Antonino, come le chiamano i comici dell’Arte.

Sì, in Arte non si dice ‘personaggio’, e una maschera non è un oggetto ma è un personaggio tutto interno, di più è l’attore che interpreta la maschera, l’insieme dei due: Totonno è la maschera di Pulcinella nella sua compagnia, la Compagnia dei Tignosi, tignosi perché testardi, perché non mollano mai sulla scena come nella vita, così dura ma così bella se si è un comico in Arte.

E Antonino fa vivere davanti a noi, il Magnifico, il Dottore, il Capitano, gli Innamorati, gli Zanni o Servitori, fra i quali la sua maschera, quella nella quale lui eccelle, Pulcinella.

In Commedia ogni assolo di ogni maschera ha un nome: il Capitano ha la Bravura, il Dottore lo Sproloquio, il Servo lo Sproposito, il Magnifico il Rimprovero, gli Innamorati ne hanno una lunga lista come il Sospetto, la Gelosia e il pezzo forte, molto forte, la Follia.

Pulcinella, gran narratore, un Contastorie d’inesauribile repertorio, racconta storie orribili, raccapriccianti, senza mai perdere la sua natura e le sua forma comiche.

Totonno ci accompagna dunque nel suo percorso, un po’ da ridere e un po’ dantesco. Sempre con l’orgoglio, o piuttosto e anche meglio, la dignità degli inventori di un’Arte, una Professione, un Mestiere.

 

Buon Divertimento a tutti.

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